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24 Ottobre 2012

Adenoma Ipofisario, come si cura

Attivato in Humanitas Cancer Center un nuovo percorso per la cura di una patologia la cui incidenza è sottostimata

L’adenoma ipofisario è un tumore benigno che origina dall’ipofisi, una piccola ghiandola situata al’interno del cranio e che controlla il sistema endocrino. La presenza di un adenoma o di lesioni che alterano la funzione di tale ghiandola può dare luogo a segni e sintomi anche rilevanti. Pur non essendo considerata una malattia frequente, gli adenomi ipofisari rappresentano il 10% di tutte le neoplasie intracraniche con una prevalenza di circa 70-100 casi/100000.
Humanitas Cancer Center dispone di un team di medici specializzati nel trattare i disturbi della ghiandola ipofisaria, grazie a metodiche diagnostico-terapeutiche tecnologicamente avanzate ed a una squadra multidisciplinare composto da endocrinologi, neurochirurghi, neuroradiologi e radioterapisti. Abbiamo chiesto al dott. Andrea Lania, responsabile con il Dott. Giovanni Lasio della Pituitary Unit, di spiegarci quali siano i sintomi di questa patologia e perché sia spesso difficile da diagnosticare.

Dott. Lania, come si diagnostica l’adenoma ipofisario?

È necessario innanzitutto ricordare come l’ipofisi rivesta un ruolo chiave nella regolazione della funzione endocrina nel nostro organismo. E’ una piccola ghiandola localizzata alla base del cranio che, grazie alla produzione di alcuni ormoni (ACTH, LH, FSH, PRL, GH, TSH), è in grado di controllare la funzione delle ghiandole endocrine presenti nel nostro organismo. L’ipofisi è pertanto fondamentale nel controllare funzioni vitali quali l’accrescimento, lo sviluppo puberale e neuropsichico, la funzione riproduttiva, la capacità dell’organismo nel rispondere a situazioni di stress, la regolazione del bilancio energetico, della pressione arteriosa e del bilancio idro-elettrolitico.
La presenza di un adenoma ipofisario può associarsi ad una condizione di eccesso o difetto di secrezione ormonale che è svelata da sintomi, a volte sfumati, quali alterazioni del ciclo mestruale, modificazioni della composizione corporea, alterazioni della pressione arteriosa, alterazioni della glicemia, osteopenia/osteoporosi. Oltre a quelli legati ad una eccessiva o ridotta funzione ipofisaria, gli adenomi ipofisari possono associarsi a sintomi (cefalea e difetti del campo visivo) conseguenti all’espansione del tumore ed alla compressione di strutture quali il chiasma ottico.
Nonostante le alterazioni della secrezione ipofisaria si associno in genere ad una elevata morbilità ed in alcune situazioni anche ad un significativo aumento della mortalità rispetto alla popolazione generale, l’eterogeneità dei segni e sintomi e la scarsa conoscenza della patologia rende spesso tardiva la diagnosi di adenoma ipofisario.


Quali sono i trattamenti più comuni?

Con l’eccezione degli adenomi secernenti PRL, la terapia di scelta degli adenomi ipofisari è la rimozione chirurgica per via transnasosfenoidale, una procedura sicura ed efficace, a patto che venga eseguita da un chirurgo esperto. In Humanitas Cancer Center opera il Dott. Giovanni Lasio, un neurochirurgo con una grande esperienza nel campo della chirurgia ipofisaria e che si avvale dell’endoscopio 3D nei suoi interventi.
La terapia medica si avvale in genere di agonisti dopaminergici (nei pazienti con adenomi ipofisari PRL secernenti) o di analoghi della somatostatina (nei casi di adenomi GH o TSH secernenti). E’ stato recentemente introdotto un nuovo analogo della somatostatina (Pasireotide) per il trattamento degli adenomi ACTH secernenti (Malattia di Cushing) per i quali ad oggi non esisteva alcun trattamento farmacologico. Sono infine in corso di studio alcune nuove molecole, più efficienti di quelle attualmente disponibili, per il trattamento degli adenomi ipofisari fe la correzione degli squilibri che questa patologia comporta.



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adenoma ipofisario, acromegalia, pituitaria, tiroide, cushing